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Tante Applicazioni per il tuo matrimonio

La Calabria. La punta dello stivale, immaginaria terra di confine e, secondo alcune versioni, dimora di Scilla. Regione dove il calore è parte integrante della vita di chi ci vive, il calore delle sue torride giornate estive e della sua gente. Qui in Aspromonte Garibaldi fu ferito durante la storica battaglia del Risorgimento nei pressi di Gambarie, in provincia di Reggio Calabria.
Le coste calabresi sono rinomate mete turistiche estive, conosciute per la loro singolare bellezza e per la natura ancora aspra e selvaggia di molti territori. Ogni estate questa regione si apre ai turisti che vengono a godersi il caldo, mentre in inverno le stazioni sciistiche, soprattutto in Sila, vengono aperte ad appassionati e dilettanti dello sport invernale per eccellenza, lo sci.
Insomma la Calabria offre divertimento, cultura, arte e tradizioni 365 giorni l'anno.

Oggi organizzare il matrimonio in Calabria significa davvero avere l'imbarazzo della scelta!
Il primo consiglio che noi di LeMieNozze.it vogliamo dare è quello di tenere ben presente che durante il periodo estivo possono raggiungersi temperature molto elevate, per cui è sempre bene preferire per un pranzo un locale climatizzato, oppure optare per una cena.
La scelta del posto e del modo dipende solo dalle possibilità e da come si vuole impostare il proprio matrimonio, questa regione offre lunghe e soleggiate coste che si prestano a un matrimonio in spiaggia o sulle barche, particolarmente favoriti da alcuni tratti di costa dove la profondità dell'acqua consente alle barche di attraccare anche in spiaggia.
La catena montuosa dell'appennino calabro, invece, regala alla coppia tutto lo scenario ideale per un matrimonio invernale a regola d'arte.

 

Usi, costumi e tradizioni del matrimonio in Calabria

In fatto di rispetto per le tradizioni la Calabria si posiziona sicuramente sul podio, ad oggi sono molte le coppie che scelgono di sposarsi rispettando usi e costumi precedentemente rispettati dai genitori.
Di vecchie usanze e riti del matrimonio ce ne sono davvero per tutti i gusti, più o meno ancora in uso. Ad esempio ancora oggi molte coppie scelgono di affiancare ai testimoni tradizionali i "compari di anello", una coppia di amici che si offre di acquistare e portare in chiesa le fedi nuziali. Mentre è del tutto in disuso l'abitudine di "sequestrare" gli sposi durante il ricevimento e protrarre i festeggiamenti a volte anche fino a parecchie ore dopo.
Una antica usanza, che però sembra sia stata diffusa in passato in buona parte del meridione e di cui non si è del tutto certi, è quella di mostrare il lenzuolo sporco il giorno dopo la prima notte di nozze, proprio per dimostrare la verginità della sposa e l'avvenuta consumazione del matrimonio!
Una citazione particolare meritano i paesi di origine albanese. Sorti in seguito all'esodo di molti civili durante l'occupazione turca dell'Albania nel 500, questi centri abitati sono ancora oggi profondamente impregnati della cultura albanese che è sopravvissuta nella vita di queste comunità. A Spezzano Albanese, in provincia di Cosenza, durante il ricevimento di nozze si è soliti intonare e ballare canti di origine albanese.

Proverbi sulle nozze in Calabria

  • Chine pruminte e nun mantene rimane ccu re figlie e maritare. - Chi fa promesse e non le rispetta si ritrova con le figlie da maritare.
  • Mariti e muli vuoru stare suli. - Sposini e muli preferiscono la solitudine.
  • Chine tene a mugliera beddra sempre canta. - Chi ha la moglie bella è sempre allegro.
  • Fina a ca zita se n'arma a ru zitu le esce l'arma. - Intanto che la sposa si prepara, lo sposo arriva al limite della sopportazione.
  • 'Nzurate figliu miu e va' ta benta, ca te minti a ru travagliu de li guai. - Sposati figlio mio e vai a riposarti, da oggi iniziano i tuoi grattacapi.
  • Matrimoni e ruga e cumpari e Roma. - Matrimonio con gente del posto, compari di Roma.
  • U prim'annu core e core, u secundu culu e culu, u terzu vaffanculu. - Il primo anno tutto amore, il secondo un po' meno, il terzo vai a qual paese.
  • A mugliere e l'atri è ra cchiù meglia. - La moglie degli altri è sempre migliore della propria.
  • Dolure e guvitu e de mugliera assai dole e pocu tenea. - Dolori al gomito e liti con la moglie sono dolorosi ma durano poco.
  • Chitarre e mugliere cchiù e vatti cchiù vannu bene. - Con le chitarre e le mogli più si usano le maniere forti più si ottengono buoni risultati.
  • Andu poi dira, beddha, ca si' zita: doppu ottu jorni chi ti si' spusata. - Puoi dire, bella, di essere sposata soltanto otto giorni dopo il matrimonio.
  • Aguannu chi non ebbi lu maritu, pignata non nda misi e focularu. - Quest'anno che non ho avuto mio marito non ho cucinato e non ho acceso il fuoco.
  • 'A maritata è prena a la jornata. - La donna sposata è gravida alla giornata.
  • Cui ava pocu dinari sempa cunta; cui ava beddha mugghiera sempa canta. - Chi possiede pochi denari conta sempre, chi ha una bella moglie sempre canta.
  • Cui non ava omu non ava nomu. - Chi non ha marito non ha nome.
  • Cui sa pigghiara pulici pigghia bonu maritu. - Chi sa prendere pulci prende buon marito.
  • Cui si marita sta cuntentu nu jornu; cui ammazza 'u porcu sta cuntentu n'annu. - Chi si sposa sta contento per una giornata, chi ammazza il maiale sta contento per un anno.
  • Cui pe la roba na brutta si pigghia, la vita si nda va e la roba squagghia. - Chi sposa una donna brutta per la roba, la vita si consuma e la roba si squaglia.
  • Cui si marita si menta nu jugu, chi non pota arara nu paricchiu. - Chi prende moglie si mette un giogo, che non può essere trascinato da un paio di buoi.
  • Cui si marita si menta la varda e va gridandu comu ciuccia gurda. - Chi si marita si mette il bastone da soma e va gridando come un'asina sazia.
  • Gutta ncignata e fimmana maritata non s'affida a nessunu. - La botte incominciata e la donna maritata non si affìdanno a nessuno.
  • Mantu, umbrella e mugghiera non la mprestara cá non torna com'era. - Il mantello, l'ombrello e la moglie non li prestare a nessuno perché non tornano com 'erano.
  • Non c'è luttu senza risi, né ziti senza chianti. - Non c'è lutto senza risate, né sposalizi senza pianti.
  • Non c'è ataru senza cruci, non ce su' ziti senza vuci. - Non c'è altare senza croce e non ci sono matrimoni senza discussioni.
  • Sbenturata 'a maritata chi campa cu 'a socera e 'a canata. - Infelice la sposina se vive con la suocera e la cognata.
  • Si monacu ti fai lu mpernu attizzi, si ti mariti poi lu mpernu abbrazzi. - Se ti farai monaco alimenterai l'inferno, se ti sposerai abbraccerai l'inferno.
  • Si sapera 'a schetta quantu sapa 'a maritata, si curchera a lu lettu e facera 'a malata. - Se la nubile sapesse quanto sa la donna sposata, si metterebbe a letto fingendosi ammalata.
  • Zita vasata non cangia ventura. - Sposa baciata non cambia sorte.
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